Moscato d'Asti DOCG

Moscato d'Asti DOCG

W009
      Logo Cantina La Torre di Castelrocchero

Icona Vitigno

VITIGNO:
100% Moscato d'Asti

Icona Gradazione Alcolica

GRADAZIONE ALCOLICA:
5,5% Vol.

Icona Garde Probable

GARDE PROBABLE:
1-2 anni

Icona Temperatura di Servizio

TEMPERATURA DI SERVIZIO:
10° - 12 °C

Icona Epoca di Raccolta

EPOCA DI RACCOLTA:
Inizio Settembre

 

PROPRIETA' E CARATTERISTICHE:
Vino che si presenta con un colore giallo paglierino; il profumo è fragrante e ricorda il frutto dorato, il tiglio, l'acacia e la frutta estiva. Il sapore si offre dolce, armonico e caratteristico.

7,20 €
Tasse incluse
Prodotto Disponibile

Spedizioni e Consegne Come funziona

VIGNETI:
100% nel comune di Castel Rocchero, allevamento a Guyot semplice.


Le Origini del Moscato e le caratteristiche del Moscato d'Asti DOCG - Cà Du Silè

La storia del Moscato è sicuramente molto antica, si ritiene infatti che sia arrivato in Piemonte grazie ai traffici che da questa regione si diramarono all'epoca delle Crociate e che un ruolo fondamentale lo abbiano avuto i Marchesi del Monferrato che avevano stretti contatti con l'Oriente. Ad ogni modo, dalle seconda metà del 1500 il Moscato ha cominciato l'ascesa che l'ha portato a diventare il vitigno più coltivato oggi in Piemonte. Le testimonianze scritte di Andrea Bacci del 1596, riportano come secondo egli, il Moscato derivi dalle uve greche Anathelicon Moscato. Negli annali di Alessandria dell'inizio del 1600 venne segnalato il Moscato come delicatissimo e nel 1632 il magistrato di Casale Monferrato ne vietava il commercio se non gli fossero assicurate almeno 30 brente. L'Uva Moscato Bianco si presenta con un grappolo di forma piramidale, di media grandezza. L'acino è mediamente grande, con buccia sottile, di colore giallo-verde. Il mosto ottenuto dalle uve del territorio piemontese da vita ad un Vino Moscato DOCG, molto speciale, poiché mantiene una buona percentuale degli zuccheri non fermentati.

Il Moscato d'Asti DOCG della Torre di Castel Rocchero è realizzato interamente da uve Moscato coltivate nel comune di Castel Rocchero. La coltivazione del Moscato avviene tramite Guyot semplice, ossia con suddivisione in 3 fasi distinte. La prima fase detta "passato" consiste nell'eliminare il tralcio che ha fruttificato nell'anno precedente. La seconda fase chiamata "presente" consiste nel tagliare al numero di gemme scelte il tralcio che dovrà dare frutti nell'anno in corso. L'ultima fase detta "futuro" consiste nel tagliare il tralcio al numero di gemme che permetteranno di farlo divenire lo sperone.


VINIFICAZIONE:
Pressatura soffice delle uva. Pulitura del mosto con la decantazione e rifermentazione in autoclave.


Icona Uva Bianca

La raccolta dell'Uva Moscato avviene tramite metodo manuale. Tutti i viticoltori del territorio, confluiscono la loro produzione alla Torre di Castel Rocchero che procede alla spremitura soffice delle uve. La pulitura del mosto con la decantazione e la rifermentazione vengono eseguite in autoclave, dei grandi contenitori pressurizzati. Questo metodo permette di ottenere un vino con caratteristiche note fruttate ed è più idoneo alla produzione delle piacevoli "bollicine".

Il Moscato d'Asti DOCG della Torre di Castel Rocchero è da consumarsi giovane, servito in coppa e la sua leggera e caratteristica vivacità lo rende un vino molto apprezzato. Il Moscato è un vino bianco dal colore giallo paglierino, dorato, molto aromatico e profumato, con un sapore dolce e armonico. Questo vino seppur ricco di zuccheri, non risulta mai stucchevole e si armonizza con il resto dei sapori, sprigionando le note fruttate ed estive.


ABBINAMENTI SUGGERITI:
Il Moscato d'Asti DOCG è ideale per i dessert in genere, si esalta con la pasticceria secca, il torrone e le torte al forno.


Il Moscato d'Asti DOCG può essere proposto in abbinamento a salumi e formaggi come aperitivo, oppure accostato a crostacei, come le ostriche, e a molluschi. Tuttavia l'abbinamento più adatto a questo Vino Bianco Spumante Dolce è con il dessert a fine pasto. Il Moscato d'Asti si sposa perfettamente con la pasticceria secca, con biscotti come canestrelli, paste frolle e i tipici "brutti ma buoni". Per il brindisi di Capodanno questo vino è favorito da accompagnare al panettone, poiché esalta i dolci da forno, così come a tantissimi tipi di lievitati. Le note fruttate del Moscato vengono esaltate anche da dolci come crostate di albicocche o pesche, ma anche da torte alla nocciola o Saint Honoré. Un altro abbinamento di questo particolare vino dolce si può avere con le macedonie al naturale nei pomeriggi estivi, ma anche con la frutta sciroppata e con diverse tipologie di tartellette alla frutta, piccole crostate e torte di mele.


꧁La Storia della Cantina La Torre di Castel Rocchero꧂


Territorio Torre di Castel Rocchero

L'Origine della Cantina

Nelle colline del Monferrato, tra i filari, nel punto più alto e strategico, ben 67 anni fa, prese vita e forma un progetto che ancora oggi è frutto di molteplici fiori all’occhiello dei prodotti vitivinicoli del Monferrato. Tutto ebbe inizio a Castel Rocchero, il 16 giugno 1953 dove 57 abitanti, decisero di investire 1000 lire ciascuno in un progetto comune. Oltre al denaro, decisero di unire le loro forze e la loro passione per far nascere un vero e proprio progetto sia strutturale, che imprenditoriale che domina ancora oggi le colline di questa parte del Monferrato.

Il progetto consisteva nel costruire una cantina che denominarono "La Torre di Castel Rocchero". Questa torre vinaria di 5 piani sorge a Castel Rocchero, dove ancora oggi i viticoltori fanno confluire i frutti del loro duro lavoro, le miglior uve che danno vita a eccellenti vini. I vigneti della zona coprono e colorano nelle varie stagioni oltre 300 ettari di paesaggio tra le alte colline di Nizza Monferrato e Acqui terme. All’interno di questa vasta zona, si coltivano tutti i vitigni tipici delle terre piemontesi come: la Barbera, il Dolcetto, il Grignolino, il Cortese, lo Chardonnay e per finire in dolcezza non potevano mancare il Moscato e il Brachetto

 

La Torre Vinaria di Castel Rocchero

La Torre di Castel Rocchero, oltre che ad essere il simbolo della forza dei viticoltori e la vera protagonista della zona, è il simbolo dell’azienda. Eretta nel 1956 da Emilio Sernagiotto è una delle poche torri vinarie ancora presenti in Italia. La Torre si erge al centro dei filari, è alta 5 piani con ben 108 scalini, e offre un panorama suggestivo per i turisti e non, con una vista a 360° sul meraviglioso territorio della Langa Astigiana. Nelle giornate più limpide si possono scorgere anche le cime delle Alpi innevate, dal Monviso al Monterosa. Questo meraviglioso paesaggio ha ricevuto anche il prestigioso riconoscimento nel 2014, come patrimonio artistico dell’umanità, entrando a far parte ufficialmente dell Word Heritage List dell’Unesco. 

La forza del lavoro e la passione per il Vino tramandata dai fondatori, ancora oggi spinge le nuove generazioni di viticoltori ad unire alla sapienza l’energia nuova, adoperando nuove tecnologie e metodi contemporanei per ottenere Vini di altissima qualità come Vini DOC e DOCG.

 

Torre Vinaria di Castel Rocchero

 

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